lunedì 20 febbraio 2017

16 febbraio alle ore 12:13 DESERTO ISTITUZIONALE E MASSICCE DOSI DI ASSENZIO

DESERTO ISTITUZIONALE E MASSICCE DOSI DI ASSENZIO
Sapete che cos'è l'assenzio, sostanza molto usata nei secoli scorsi, dai bohemien.
Incolore, indolore, come il collirio.
Un breve resoconto di ieri sera e una considerazione finale, con foto allegate (di Pietro Gervasio).
1. C'erano più giornalisti che amministratori. Su circa 200 invitati, tra sindaci, consiglieri, industriali, sono stati contati da noi 7 amministratori (dalla stampa 11, forse con i portaborse), 1 ricercatore maître à penser per la sua "Lectio Magistralis" (così definita da Invito Ufficiale MITENI), 1 AD + qualche tecnico e un paio di apriporte. Fuori un centinaio di manifestanti, che hanno dato vita a un sit-in stile anni 70, quando l'impegno civile era pasto quotidiano per le cittadinanze, ora tutte molto più ammorbidite e "appagate". Forze dell'ordine: 2 carabinieri, 3 agenti della Digos, 4-5 agenti della Polizia Locale.
2. Tutto si è svolto in modo assolutamente pacifico, fatto eccezione per 2 episodi marginali frutto di idiozie e incapacità - reciproche - di dire la propria senza alzare le mani e la voce. Dirò al punto successivo qualcosa. Fatto invece non marginale, che come sempre la stampa o dimentica o sotterra o non è presente al momento giusto, il Dirigente Nardone, prima delle 19, come documentano le foto, preso atto che la sala era praticamente deserta, incalzato da un nostro sonoro applauso quando lo si è visto sbirciare dalla porta per osservare la nostra civile manifestazione, è uscito. Ha allargato le braccia, in atteggiamento di difesa, sconsolato, e ha detto, a gran voce, queste parole: «per colpa di TERRORISTI come voi alla nostra riunione non viene nessuno». Più che noi, la Digos e i Carabinieri, hanno guardato Nardone... con aria stranita... sospesi... dicendo, senza proferire parola, con evocative espressioni facciali: «questo è scemo». Di fronte infatti stazionavano sorridenti mamme, papà, genitori, giovani, attivisti, tutti in rigorosa tenuta "cittadina". Anti-sommossa. Sottolineo un'evidenza sociologica, di alto rigore scientifico dopo anni di militanza: l'usanza di chiamare "terroristi" attivisti con forti argomenti civili sulle questioni di merito è usanza di persone cialtrone e arroganti in fatto degli stessi argomenti di merito. A Vicenza siamo campioni nazionali su questo fronte. Bulgarini docet. Anche Gianluca Peripoli ci ha chiamato così all'assemblea PFAS di Brendola. Detto questo, non ci scomponiamo e neppure perdiamo tempo. Punto. A capo.
3. Tutti sono rimasti colpiti - qualcuno anche fisicamente, a tatto e a parole - dall'arrivo irruente, debordante, di Maurizio Scalabrin. Bisogna riconoscergli una certa audacia e coraggio. Si è gettato nella mischia dei manifestanti, come fossero i suoi fan. Cercando e provocando lo scontro, a parole; ma anche proiettando in avanti la sua piuttosto considerevole mole... Proiezione che per poco non si tramuta in scontro fisico. Perché il primo a lanciare parole di querela per chi osava dire che Scalabrin fosse l'organizzatore dell'incontro, è stato Scalabrin stesso. Attenzione. Solo 2 persone, una prima e una dopo, sconosciute ai più, hanno fatto la sceneggiata con il Presidente della Commissione Ambiente Territorio. La seconda addirittura inventandosi un offesa fisica che nessuno ha visto. Non mi soffermo sui dettagli, perché non vale la pena. Riporto solo una nota, quasi notturna, apparsa sul Gruppo Genitori Attivisti PFAS, in prossimità della mezzanotte. Qualcuno ha scritto: «avete visto Scalabrin... incredibile... ma è sempre così? ... pazzesco... fuori di testa... sembrava posseduto da Sgarbi». Caspita. Posseduto da Sgarbi! Il mostro della critica! Geniale metonimia.
4. Caro Maurizio, chiudo con un punto in forma di lettera. Perché tutto questo tuo ardore critico non lo riversi o non l'hai riversato contro Nardone nella passata Commissione Ambiente Territorio? Di Sgarbi - metonimia non mia, ahimé - in quell'occasione non avevi neppure l'ombra. Certo, ieri sera era prevedibile la tua presenza. Dovevi riscattare - "probabilmente" - un brutto tiro fatto dal Presidente del Consiglio Comunale alle tue spalle, Claudio Meggiolaro. E poi da tutta la Maggioranza che ha disertato la Conferenza dopo averla fatta firmare dal suo massimo rappresentante, citando il tuo nome testualmente come "organizzatore", in veste di Presidente della Commissione. Non di Pinco Pallino. Vedi, i cittadini, di questi giochi, non sanno che farsene. Vorrebbero solo che l'ardore e l'intelligenza critica si riversasse sulle cause giuste e al momento giusto. Non contro di loro come è successo ieri sera. In fin dei conti, dei vostri conti, ieri sera siamo rimasti sbigottiti. Sia per la tua irruenza fuori luogo, di fronte a cittadini impauriti, non di te, ma dei PFAS. Sia perché a parte la presenza tua e del tuo segugio, in prima linea, non c'era nessun altro rappresentante del Comune di Montecchio. Fatta eccezione per Sonia Perenzoni del M5S, prima e unica forza a muoversi contro i PFAS ancora nel 2014, quando tutti la screditavano e la oltraggiavano. Qui non si tratta di fare il gioco delle parti. Ma di dare merito a chi si impegna. A prescindere dal colore. Sonia qui lo merita. Perché l'acqua non ha colore. Se non quello invisibile dei PFAS. L'acqua - anzi, meglio - il cibo, contaminato, viene ingerito sia da Sonia Perenzoni, sia da Milena Cecchetto, sia da Maurizio Scalabrin, sia da Gianluca Peripoli. Sia, e soprattutto, dai nostri figli. Da tutti. Nessuno escluso. L'unico che non beve quest'acqua è Nardone. NARDONE. Per questo l'ardore critico va tutto e sempre riversato contro di lui. Non contro di noi.
CONSIDERAZIONE FINALE
Ieri sera purtroppo trova conferma la mia ipotesi liquido-alimentare. Gli amministratori che convocano e poi non si vedono, i politici del territorio che non sono "presenti" mai al momento giusto, né con gli argomenti, né con il corpo, Milena Cecchetto, Claudio Meggiolaro, Gianluca Peripoli e chi più ne ha più ne metta, tra cui l'Assessore all'Ambiente Gianfranco Trapula, non si cibano con la stessa nostra acqua. Putrida. Anche se per via di acquedotto e aggiustamenti normativi e filtri vari, ci dicono buona. Mentre si deposita, senza riserve, ripeto, negli alimenti a km0. Non si cibano di acqua. Bensì di massicce dosi di ASSENZIO.
ASSENZIO.
La bevanda divenuta simbolo degli "assenti".
Per banale trasferimento semantico. In fatto di PFAS, più che mai pertinente.
Ieri sera abbiamo avuto la prova inconfutabile.
COLLIRIO negli occhi e ASSENZIO nelle vene.
Fate voi. Dove andremo a finire.
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martedì 14 febbraio 2017

QUANDO I CITTADINI SI MUOVONO IN MASSA, QUALCOSA ACCADE

QUANDO I CITTADINI SI MUOVONO IN MASSA, QUALCOSA ACCADE
*Annullamento dell'incontro in SALA CIVICA*
**Tentativo di spostarlo presso Confindustria**
Primo risultato di quanto scritto sopra: il Sindaco di Montecchio, o chi per lui, ha deciso di annullare l'incontro a porte chiuse previsto per domani in SALA CIVICA, ore 18.30, voluto da Nardone e il suo fantomatico comitato scientifico costituiito da un solo medico, noto alle cronache per essere stato Consulente ILVA.
Secondo risultato da ottenere: chiediamo a tutti i Sindaci e Consiglieri degli altri Comuni, malauguratamente invitati dal Presidente del Consiglio Comunale di Montecchio e dal Presidente della Commissione Ambiente Territorio, DI BOICOTTARE l'incontro - ora spostato secondo indiscrezioni presso la sede della Confindustria di Montecchio in Via Ghiotto 6, ore 19 - fatto "a misura MITENI" per propagandare la propria tesi innocentista. Perché?
1. I Comuni stessi della Valle hanno fatto ricorso contro la MITENI;
2. L'argomento difensivo principe di Nardone è che siano stati i conciari e gli altri industriali a produrre l'inquinamento da PFAS: dirglielo nella loro Sede produrrà uno scontro che non porterà niente di buono alla civiltà dei nostri luoghi, forse solo a una zuffa senza precedenti, nel mentre noi continuiamo a bere sporca;
3. Ci saremo noi cittadini in massa a presidiare l'entrata della Confindustria di Montecchio per ricordare a tutti che siamo stanchi di essere presi in giro con queste riunioni a porte chiuse avvallate addirittura da chi ci dovrebbe garantire. Porteremo macchine fotografiche, microfoni, registratori e quant'altro serva per documentare persone e argomenti che entreranno e usciranno dalla Sede della Confindustria, se tale riunione si farà. E poi spargeremo tutto, come un virus, nella rete. Nei social.
Vi aspettiamo alle ore 18.30 presso il Piazzale dell'Albergo San Vitale, adiacente alla Sede della Confindustria (Palazzo Rosso, Arch. Cibic, Dalla Verde SPA), di fronte alla Stazione omonima.
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Pfas e inquinamento- Come proteggere i colognesi?


Risposta a nota Miteni dalla Commissione d'inchiesta sulle ecomafie



I Chiarimenti della Commissione presieduta dall'onorevole Alessandro Bratti sulla critica che la Miteni ha fatto alla relazione sui pfas della Commissione bicamerale d'inchiesta sulle ecomafie

Pfas, Miteni ricorre contro Regione Veneto | Vvox

Pfas: riepiloghiamo: L' amministrazione pubblica di Montecchio Maggiore a guida Lega Nord/ Forza Italia, nascondendosi furbescamente dietro alll'ingenuo presidente della commissione ambiente territorio ( minoranza in consiglio comunale e iscritto al Pd) , farà nei prossimi giorni da cassa di risonanza delle tesi innocentiste della Miteni ( società indicata ormai da tutti gli organi istituzionali come maggior fonte di iinquinamento da Pfas). Contemporaneamente, la Miteni fà causa alla Regione Veneto amministrata dal Lega Nord/ Forza Italia e con un partito democratico all'opposizione schieratissimo contro la società che ha prodotto l'inquinamento da Pfas, ossia Miteni. Domanda: ma questi dirigenti politici e amministratori pubblici si parlano tra di loro prima di combinare questo corto circuito istituzionale che và a discapito dei cittadini/e che li votano e che sono giustamente preoccupati della loro salute?:
L'azienda di Trissino chiede di annullare la nota del direttore della sanità Mantoan, che invitava a spostare la sede produttiva
vvox.it

PFAS. Arriva Greenpeace. Montecchio 24 feb

PFAS. Arriva Greenpeace. Montecchio 24 feb >> https://www.facebook.com/events/1861121017433847/
Alberto Peruffo a PFAS. Arriva Greenpeace. Montecchio 24 feb

domenica 12 febbraio 2017

Pfas Veneto: replica del Presidente Commissione rifiuti Bratti ad assessore Bottacin


Con riferimento a quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’assessore della regione Veneto Bottacin – che ha posto alcuni rilievi alla relazione sui Pfas recentemente approvata – il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti 
“L’assessore Bottacin fa una inutile polemica con la Commissione d’inchiesta – ha spiegato l’onorevole Bratti -.
L'azienda Miteni, secondo la stessa ARPA Veneto, costituisce in assoluto la causa principale dell’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee e ha determinato una situazione di pericolo, per la salute umana e animale, dell’intero sistema idrico delle province di Vicenza, Padova e Verona. Come è noto, la situazione di grave pericolo è stata messa in evidenza dallo stesso direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della regione Veneto, dott. Domenico Mantoan, che, con la lettera del 17 novembre 2016 inviata agli assessori regionali e al presidente della provincia di Vicenza, invitava ad adottare tempestivamente tutti i provvedimenti urgenti volti alla rimozione della fonte di contaminazione, a tutela della salute della popolazione”, ha proseguito il presidente della commissione.

“La produzione dei prodotti perfluoroalchilici (a catena lunga fino al 2011 e a catena corta successivamente) da parte della Miteni sta costringendo i Comuni interessati a intervenire sull’acquedotto pubblico con la predisposizione di filtri a carboni attivi, mentre i privati stanno provvedendo alla bisogna, e sta creando una situazione di stress in tutta la popolazione coinvolta, costretta a sottoporsi a indagini epidemiologiche allo scopo di verificare il proprio stato di salute nel tempo”, ha sottolieneato Bratti.

“Forse, piuttosto che creare una commissione regionale di inchiesta, che non potrebbe portare a conclusioni diverse da quelle assunte dalla Commissione parlamentare di inchiesta, con la differenza che non ha gli stessi poteri , sarebbe il caso di concentrarsi su un piano d’intervento serio ed efficace per evitare che la Miteni continui a inquinare il territorio della regione Veneto. E’ questo il vero problema, non le indagini svolte a 360 gradi dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, che hanno avuto il merito di raccogliere e sistematizzare le informazioni scientifiche disponibili, fornendo un contributo prezioso per la comprensione del fenomeno e la programmazione delle possibili soluzioni”.

“Per quanto riguarda l’intervento della Regione Veneto – ha aggiunto l’onorevole Bratti - già all’atto del rilascio dell’AIA alla Miteni avrebbe potuto fissare i limiti agli scarichi della società Miteni di Trissino, ritenuta dall’ARPA responsabile dell’inquinamento. La tesi dell’assessore Bottacin – che sostiene l’impossibilità di dare limiti di carattere generale individuabili solo da un decreto ministeriale - è frutto di una interpretazione formalistica dell’artico 101 del decreto legislativo n. 152/2006, contraddetta non solo da altre regioni, ma anche dagli atti della stessa regione Veneto che, in materia di fanghi in agricoltura, ha prodotto normative regionali introducendo limiti, non presenti nella normativa statale”.

"Non c'è dubbio che il problema della presenza in elevate concentrazioni di Pfas non sia solo riscontrabile in Veneto. Ma è in questa Regione che Arpav ha individuato nell'azienda Miteni la principale responsabile dell'inquinamento esteso nelle falde idropotabili. Ed è per queste ragioni che la Commissione all'unanimità ha deciso di occuparsene. Nessuna quindi strumentalizzazione politica nei confronti del Veneto, Regione che presenta molte eccellenze nel ciclo dei rifiuti ma anche problemi seri di inquinamento e di legalità ambientale”, ha concluso il presidente della Commissione.