venerdì 6 aprile 2018

Sanità ambiente e rete idrica a Meledo di Sarego il 9 Aprile con la lotteria di Acqua Bene Comune

A questa assemblea saremo presenti anche noi di Acqua Bene Comune Vicenza con la vendita dei biglietti della lotteria per sostenere il Movimento Nazionale. L'acqua va difesa non solo dagli inquinamenti ma anche e sopratutto da chi vuole privatizzarla. Grazie all'amministrazione di Sarego in particolare alla vicesindaco Veronica Dalla Prima per la disponibilità e grazie a chi aiuterà il Movimento acquistando un biglietto

mercoledì 28 marzo 2018

Partecipa anche tu alla lotteria per l'acqua



Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
Coordinamento  Acqua Bene Comune Vicenza

LOTTERIA

Il movimento per l’acqua, nato ormai più di 10 anni fa, promotore del referendum del giugno 2011, da 6 anni ne difende con passione l’esito, contrastando le spinte privatizzatrici ancora presenti e difendendo da ogni minaccia nei diversi territori il diritto ad un’acqua pubblica, partecipata, libera e  di qualità.

Una battaglia di tale portata necessita di  mezzi e risorse.

Per questo motivo, come in  altre parti d’Italia, lanciamo una Lotteria per l’acqua, per la quale ti chiediamo attenzione e condivisione, sia per l’acquisto dei tuoi biglietti personali  sia per la diffusione degli stessi.

Il Regolamento della Lotteria  in breve e’ il seguente: si mettono in vendita nella Provincia di Vicenza  3000 biglietti del valore di 2 € ciascuno; l’ estrazione dei numeri avverrà il 19 maggio alle 10.00 presso la sede della 2’  Circoscrizione  di Vicenza, in via E. De Nicola, n.8; i premi che non verranno ritirati immediatamente, potranno esserlo entro il 18 giugno, previa telefonata al 3495388436. L’elenco dei premi è riportato sui biglietti (vedili  anche  in acqualiberadaipfas.blogspot.it). Sempre sul blog pubblicheremo i numeri vincenti dopo il 19 maggio.

Cosa puoi fare per aiutarci?
Puoi dare la tua disponibilità a ritirare uno o più blocchetti, impegnandoti a:
-       venderli nei contesti sociali che frequenti;
-       venderli in occasione di  feste, manifestazioni e  incontri a cui partecipi.
Per procurare i biglietti puoi telefonare al 3358026659, o scrivere a acquabenecomune.vi@gmail.com.

Per parte nostra venderemo i biglietti in occasione di eventi e manifestazioni che programmiamo per i prossimi mesi in vari luoghi  della Provincia e in particolare nel gazebo di Acqua Bene Comune a Trissino il prossimo 22 aprile, giornata di lotta contro gli ecoreati e contro l’inquinamento delle acque e del suolo  da pfas.

Grazie per il tuo  impegno per l’acqua bene comune.


ACQUA BENE COMUNE VICENZA

Pfas, valori anomali nella metà dei residenti. Colesterolo alle stelle, più colpiti gli uomini. «Contaminazione anche ambientale»

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Pfas, valori anomali nella metà dei residenti. Colesterolo alle stelle, più colpiti gli uomini. «Contaminazione anche ambientale»


Michela Nicolussi Moro. A una settimana dalla chiusura del bando di gara che assegnerà a un’équipe di scienziati il compito di accertare l’eventuale collegamento tra Pfas e malattie metaboliche e di approfondire il comportamento delle sostanze perfluoroalchiliche nel sangue con l’andare del tempo, la Regione presenta gli esiti dello screening condotto dal gennaio 2017 al 18 marzo scorso sui primi 9757 residenti della zona rossa. Ovvero l’area comprensiva di 21 Comuni tra le province di Vicenza, Padova e Verona la cui falda acquifera per trent’anni è stata contaminata da composti usati per produrre pentole antiaderenti, contenitori alimentari, tessuti e pellami impermeabilizzati. Il campione citato, di età compresa tra 16 e 40 anni e inserito in un totale di 84.852 persone da esaminare su base volontaria, è stato sottoposto a esami del sangue, delle urine e a misurazione della pressione, per ricercare la presenza di 12 tipi di Pfas. E per valutare lo stato di salute di reni, fegato, tiroide e appurare eventuali alterazioni del metabolismo di grassi e degli zuccheri. Quattro tipi di Pfas, cioè Pfoa, Pfos, Pfhxs e Pfna, nel 50% dei soggetti evidenziano valori sopra la soglia.
Per Pfos e Pfhxs c’è una concentrazione mediana di 4 nanogrammi per millilitro di sangue, per i Pfna di 0,5 e per i Pfoa di 51, con una variabilità molto ampia, fino ai 1400 nanogrammi (valore «normale»: 8). I Pfoa inoltre sono circa il doppio negli uomini (68 nanogrammi per millilitro, contro i 38 riscontrati nelle signore), perché le donne in età fertile eliminano una certa quantità di sostanze con il ciclo mestruale. L’altro indicatore significativo è che nel 21% dei veneti analizzati il colesterolo è fuori norma, anomalia sempre più accentuata col crescere dell’età. Gli altri parametri sono fuori norma del 4%-5%. «Per evitare che in questi soggetti insorgano malattie per le quali la presenza di Pfas nel sangue rappresenta un fattore di rischio, abbiamo predisposto approfondimenti negli ambulatori di secondo livello specializzati in Endocrinologia e Cardiologia — spiega la dottoressa Francesca Russo, a capo del Dipartimento regionale di Prevenzione —. Inizierà questo percorso il 53% del campione, cioè 5212 persone: al 13% è stata consigliata la visita in entrambi gli ambulatori».
Se nei 21 Comuni della zona rossa il Registro tumori non ha infatti rilevato un’incidenza di neoplasie superiore al resto del Veneto, il Servizio epidemiologico regionale ha riscontrato una crescita di casi di ipercolesterolemia, diabete mellito, ipotiroidismo e malattie cardiovascolari. Riflettori puntati soprattutto sui residenti dell’area rossa A (Alonte, Asigliano, Brendola, Cologna Veneta, Lonigo, Montagnana, Noventa Vicentina, Pojana Maggiore, Pressana, Roveredo di Guà, Sarego, Zimella), nei quali si evidenzia una concentrazione di Pfoa e Pfhxs quasi doppia rispetto a quella emersa negli abitanti dell’area rossa B (Albaredo, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Legnago, Minerbe, Terrazzo, Veronella). «Ciò suggerisce che, a parità di contaminazione dell’acqua potabile distribuita dall’acquedotto, anche la contaminazione dell’ambiente abbia avuto un ruolo nel determinare il carico corporeo di Pfas — recita il dossier regionale —. Sono dunque oggetto di rivalutazione l’area contaminata e l’analisi dei dati relativi a dipendenti ed ex lavoratori dell’azienda produttrice di queste sostanze (sotto accusa la Miteni di Trissino, ndr )». La Regione, con l’Istituto superiore di Sanità, sta eseguendo un biomonitoraggio dei residenti nelle zone rurali, che 20-30 anni fa possono essere stati contaminati, oltre che dall’acqua dei pozzi privati, da aria e alimenti e sta ricostruendo la rete dei vecchi acquedotti, Comune per Comune. Arrivando anche a definire l’uscita del singolo tubo, per poi invitare allo screening gli abitanti di quella via o area.
Concluso questo lavoro, sarà rivalutata l’area arancione, a ridosso della rossa, e partirà pure lì lo screening della popolazione.
IL Corriere del Veneto – 28 marzo 2018

Pfas, primi risultati delle analisi del piano di sorveglianza sanitaria. Su quasi 10mila residenti esposti più della metà ha valori oltre la soglia per quattro sostanze


Pfas, primi risultati delle analisi del piano di sorveglianza sanitaria. Su quasi 10mila residenti esposti più della metà ha valori oltre la soglia per quattro sostanze

Sono arrivati i primi risultati del Piano di Sorveglianza Sanitaria della Regione sulla popolazione colpita dall’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche. Il Piano deve monitorarne altre 75 mila. Almeno la metà dei residenti esaminati ha valori oltre la soglia per quattro delle sostanze perfluoroalchiliche nel sangue. Maggiore concentrazione di Pfoa negli uomini. 
Le analisi compiute finora in attuazione del Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla popolazione veneta esposta a Pfas hanno già interessato 9.757 persone delle 84.852 che verranno coinvolte alla fine della complessa operazione di valutazione dello stato di salute dei cittadini residenti nei 21 Comuni dell’area di massima esposizione. Dall’inizio della sorveglianza il Programma è stato esteso, finora, al 30% della popolazione interessata dal monitoraggio, con una quota di aderenti (l’adesione alla chiamata è volontaria) di circa il 50%.
E’ questo lo stato di avanzamento delle iniziative sanitarie messe in atto dalla Regione del Veneto in relazione al grave inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche riscontrato, in particolare, in alcune aree delle Province di Verona, Vicenza e Padova, contenuto nel Quinto Rapporto specifico, realizzato dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale e diffuso oggi.
Al 18 marzo scorso, giorno di “chiusura” del rapporto, risultano coinvolti tutti i Comuni interessati, e le analisi si concentrano sulle classi di nascita tra il 2002 e il 1978.
Il dosaggio è stato compiuto su dodici sostanze Pfas nel siero. I composti Pfas con valori sopra la soglia di rilevabilità identificati in almeno il 50% dei residenti sono quattro: i PFOA, i PFOS, i PFHxS e i PFNA.
PFOS E PFHxS presentano una concentrazione nel siero di 4 nanongrammi/millilitro, mentre è di molto inferiore quella per i PFNA.
I dati sul PFOA indicano invece concentrazioni medie di 51 nanogrammi/millilitro, con una variabilità anche molto ampia tra i diversi soggetti monitorati.
Ad oggi non sono state rilevate differenze evidenti nelle concentrazioni valutate per età, mentre le concentrazioni di PFOA sono circa il doppio nei maschi (68 nanogrammi/millilitro) che nelle donne (38 nanogrammi/millilitro). Secondo gli esperti della Regione, tale differenza è dovuta al fatto che le femmine in età fertile eliminano una certa quantità di sostanze attraverso il ciclo mestruale.
I 21 Comuni inseriti nell’”area rossa” sono suddivisi in due sotto aree: area Rossa A, che comprende i Comuni serviti da acquedotti inquinati prima dell’applicazione dei filtri e localizzati sopra il plume di contaminazione della falda sotterranea (Alonte, Asigliano, Brendola, Cologna Veneta, Lonigo, Montagnana, Noventa Vicentina, Pojana Maggiore, Pressana, Roveredo di Guà, Sarego, Zimella); e area rossa B, che comprende i Comuni serviti da acquedotti inquinati prima dell’apposizione dei filtri, ma esterni al plume di contaminazione della falda sotterranea (Albaredo, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Legnago, Minerbe, Terrazzo, Veronella).
I residenti nell’Area Rossa A presentano concentrazioni di PFOA, PFOS e PFHxS significativamente più elevate rispetto ai residenti nell’Area Rossa B. Più in dettaglio, le concentrazioni mediane di PFOA e PFHxS nell’Area Rossa A (56,4 ng/ml e 4,6 ng/ml, rispettivamente) risultano quasi doppie rispetto a quelle nell’Area Rossa B (35,3 ng/ml e 2,7 ng/ml); più contenuta la differenza per quanto riguarda il PFOS (4,4 ng/ml nell’Area Rossa A, 3,3 ng/ml nell’Area Rossa B).
Questo riscontro suggerisce che, a parità di contaminazione dell’acqua potabile distribuita dall’acquedotto, anche la contaminazione dell’ambiente (maggiore nell’Area Rossa A rispetto all’Area Rossa B) abbia avuto un ruolo nel determinare il carico corporeo di PFAS.
In questa fase è oggetto di valutazione la ridefinizione dell’area contaminata e l’analisi dei dati relativi ai lavoratori ed ex-lavoratori dell’azienda produttrice di queste sostanze.
Oltre al dosaggio di dodici sostanze Pfas, il Protocollo di sorveglianza comprende un’intervista per individuare abitudini di vita non salutari e fornire informazioni e consigli su come proteggere la propria salute, la misurazione della pressione e alcuni esami del sangue e delle urine per valutare lo stato di salute di fegato, reni e tiroide e l’eventuale presenza di alterazioni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri. Tali analisi generali hanno lo scopo di fare il punto sullo stato di salute delle persone collegato ai singoli stili di vita, anche a prescindere dall’aspetto della contaminazione da Pfas.
Per quanto riguarda gli esiti di quest’ultimi risulta che il 21% dei soggetti (2.061 su 9.757) ha un valore di colesterolo totale fuori norma (ovvero superiore a 190 mg/dl), percentuale che cresce molto suddividendo il dato per età (quasi del 40% per i soggetti nati tra il 1987 ed il 1978). Tutti gli altri parametri presentano percentuali di valori fuori norma intorno al 4-5%.
Allo scopo di prendere in carico quei soggetti con valori bioumorali alterati in un’ottica di prevenzione e di tutela della salute dei cittadini, è stato creato il percorso di II° livello con l’attivazione degli ambulatori specialistici di endocrinologia e di cardiologia.
Al 18 marzo 2018 sono 5.212 i soggetti per i quali è stato indicato di iniziare il percorso di presa in carico, pari al 53% dei soggetti per ora coinvolti nel I° livello e per i quali sono disponibili i valori bioumorali. Il 13% ha ricevuto l’indicazione di prenotare una visita in entrambi gli ambulatori.
REPORT
SINTESI

fonte: Regione Veneto – 27 marzo 2018

lunedì 26 marzo 2018

FELICE CASSON | verso la Prima Giornata contro i Crimini Ambientali | LE FABBRICHE DEI VELENI

FELICE CASSON | verso la Prima Giornata contro i Crimini Ambientali | LE FABBRICHE DEI VELENI

Arriva presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore, martedì 10 aprile, il grande magistrato veneziano Felice Casson, protagonista di alcune delle pagine più importanti del diritto nazionale in fatto di crimine ambientale. Ad accompagnarlo come relatori il medico del lavoro Edoardo Bai, il medico ematologo Vincenzo Cordiano, l’avvocato Edoardo Bortolotto. La serata, che prevede la presentazione del libro LE FABBRICHE DEI VELENI, è pensata come avvicinamento ai lavori per la prima Giornata Nazionale contro i Crimini Ambientali, che si terrà di fronte alla MITENI domenica 22 aprile.
All’inizio della serata una Conferenza Stampa del Movimento NO PFAS presenterà i dettagli, le partecipazioni, le disposizioni della Giornata stessa.
Alleghiamo manifesto e collegamento all’ARGO 00 di Alberto Peruffo sul parallelismo Miteni-Montedison che sarà oggetto della serata e che ha ispirato lo stesso manifesto. Seguendo il link si trovano anche le informazioni sul libro di Felice Casson, LE FABBRICHE DEI VELENI.
>> MITENI-MONTEDISON-SPETTATORI | ARGO 00
manifesto_casson_a3.jpg

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Il comunicato stampa del Coordinamento Acqua libera dai Pfas dopo la dichiarazione dello stato di emergenza e commissario straordinario

Il comunicato stampa del Coordinamento Acqua libera dai Pfas dopo la dichiarazione dello stato di emergenza e commissario straordinario riguardo l'inquinamento pfas in Veneto da parte del Ministero dell'ambiente e del governo in uscita

STATO DI EMERGENZA PFAS E NOMINA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LE ZONE INQUINATE
Il Coordinamento Acqua Libera dai pfas, esprime soddisfazione alla notizia dell'approvazione dello stato di emergenza sulla questione dell'inquinamento da PFAS e alla nomina di un commissario straordinario con poteri appropriati necessari per intervenire nella vicenda in maniera efficace.
Il Coordinamento auspica che il commissario nominato dal governo dia seguito a quanto sin dal lontano 2013 le associazioni e i singoli cittadini aderenti al Coordinamento chiedono : il cambio delle fonti inquinate e la rimozione della fonte principale di inquinamenro e la contemporanea bonifica del sito contaminato.
Come aderenti al Coordinamento Acqua Libera dai pfas ricordiamo inoltre come non si possa non tener conto anche di altri fattori di certo non secondari quali: la mancanza di interventi risolutivi per la questione dell’irrigazione agricola e animale nelle aree contaminate e una mancanza di mappatura completa della captatura dell’acqua dai pozzi privati presenti nell’area contaminata.
Chiediamo inoltre che lo screening sanitario posto in atto dalla regione Veneto venga esteso anche alle popolazioni residenti nelle zone limitrofe alla zona rossa, cosi come da sempre chiediamo che le analisi dello screening sanitario , vengano allargate alle fasce di popolazione che per l’età al momento ne sono escluse (sotto i quattordici anni e sopra i sessantacinque anni).
Riteniamo inoltre che le attività del commissario nominato debbano avere il massimo della trasparenza e comprendano luoghi di confronto con tutte le associazioni che in questi anni si sono attivate per far fronte a quest’immane disastro.
Per il Coordinamento Acqua Libera dai pfas
Perla Blu Legambiente di Cologna Veneta – Legambiente Creazzo-Legambiente Valle Agno-Legambiente Vicenza-Legambiente Verona- ViVerBio Gas Lonigo-Gas Creazzo- Gas Prova-Rete Gas Vicentina-Acli Montagnana- Associazione No alla Centrale- Acqua Bene Comune Vicenza-Acqua Bene Comune VeronaComitato vicentino No Ecomafie – Dottoressa Elisa Dalla Benetta- e altri singoli cittadini