mercoledì 13 settembre 2017

Secondo l'assessore Bottacin, Roma mette i paletti sui rimedi per i Pfas

L'Arena- 06.08.2017

L’assessore Bottacin
«Roma mette paletti
per i rimedi ai Pfas»

L’approvvigionamento con acqua pulita degli acquedotti che adesso pescano dalla falda contaminata dai Pfas è programmato. L’unica cosa che manca sono i soldi che il Governo ha promesso formalmente un anno fa e ancora non sono arrivati. Perché a Roma, invece di dare corso a quanto è già stato deliberato, si continuano a porre nuovi paletti. Questo, detto in estrema sintesi, è il pensiero dell’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin sulla recente riproposizione da parte di rappresentanti dell’esecutivo Gentiloni, in particolare dal sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, dell’accusa alla Regione di essere la causa del blocco dei fondi che permetterebbero di dare l’avvio agli interventi di contrasto dell’emergenza. Opere così complesse che necessitano di almeno cinque anni per poter essere portate a compimento. «Premesso che per legge gli interventi relativi agli acquedotti sono di competenza dei Comuni e delle autorità d’ambito che essi costituiscono, e che teoricamente dovrebbero essere coperti con gli introiti delle tariffe anche nel caso in cui vengano affrontati degli inquinamenti, la Regione, pur non essendo parte in causa, ha messo a disposizione la propria società Veneto Acque, per coordinare i progetti», spiega Bottacin. «Dopo che il Cipe ha deliberato finanziamenti per 80 milioni per gli interventi volti a garantire l’approvvigionamento con acqua pulita degli acquedotti, e che il ministro Galletti ha assicurato l’arrivo di quei soldi, da Roma sono stati imposti sempre nuovi adempimenti, tanto che siamo ancora qui ad aspettare che i soldi arrivino», aggiunge l’assessore. «Il piano ed i progetti preliminari c’erano già ed erano contenuti in atti a disposizione del governo, comunque, se serve, ora verranno mandati a Roma, comunque è chiaro che a mancare non è l’intervento della Regione». Il Veneto, secondo l’assessore, «è l’unico ente regionale ad aver approfondito la questione-Pfas, sta partecipando alle indagini in atto, ed è già intervenuto, ad esempio, avviando la realizzazione di nuovi pozzi a Carmignano sul Brenta».LU.FI.

All'incontro dei Genitori e di Luca Cecchi e Dario Muraro avvenuto in Regione il 6 settembre scorso, Bottacin avvisa che la regione ha presentato il progetto per i nuovi pozzi a Roma

Abbiamo però  I Comitati (dei Comuni di Carmignano, Fontaniva e Pozzoleone) molto contrari alla realizzazione di questi nuovi pozzi :
brenta_EscavazioniLa Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) autorizza il prelievo di 500 l/s in aggiunta agli 800 già sfruttati da anni da Etra: solo in futuro, se verrà ricaricata la falda, si potrà arrivare a 1750 l/s.
Già i 4 pozzi Etra ed i 4 nuovi costruiti in sponda del bacino possono prelevare il quantitativo di 1750 l/s, perché quindi si è deciso di sprecare 5 milioni di euro per farne altri 5 a sud sulla parte di terreno occupata dalle acque del Brenta, ossia in alveo?
Dopo i tre Esposti alla Regione, le tra Richieste alla regione, le 8.000 firme della Petizione, la“Marcia dei 2.000” del 7 maggio 2016, noi – i Gruppo Ambiente Carmignano, il Comitato giù le mani dal Brenta ed il Comitato Brentana Guardianasiamo – siamo stati in audizione al Ministero Ambiente a fine settembre e poi presso L’Autorità di Bacino a Venezia nel novembre 2016. La nostra azione ha concorso ad evitare l’escavazione nel fiume per il recupero di materiale per la protezione dei pozzi (4 Etra e altri 5 Nuovi a Sud) e ha portato ad un Decreto Regionale che prescriveva già nel 2004 lo spostamento fuori alveo dei pozzi Etra perché in zona a rischio idraulico – che, però, non ha mai avuto luogo –.
Nonostante in settembre sia stata prodotta una Delibera di A.T.O. del 2011 che dichiarava l’assoluta inidoneità della collocazione in alveo dei cinque nuovi pozzi a sud ed il relativo spreco di 5 milioni di euro, la Regione ha sempre argomentato, spudoratamente, che i pozzi non erano in alveo.
La prima causa del Comune di Carmignano di Brenta è stata chiusa nel dicembre 2016 per cessata materia del contendere. Veneto Acque/Regione, infatti, ha dichiarato di non prelevare il materiale per“protezione pozzi “ dal fiume, ma da fuori. L’azione dei migliaia di cittadini, quindi, ha concorso a far desistere dalla devastazione del fiume.
I Comitati (dei Comuni di Carmignano, Fontaniva e Pozzoleone), poi, hanno aperto una nuova causa hanno denunciato al Ministero dell’Ambiente e all’Autorità di Bacino la mancanza dell’Autorizzazione dell’Autorità di Bacino per la realizzazione del Progetto/Opere, un permesso necessario per Legge. Purtroppo la tattica dei rinvii consentirà di completare i lavori compresi i 5 pozzi a sud. E questo in contrasto con norme della stessa Regione e con spreco di denaro!
A queste circostanze ingiuste e paradossali si aggiungono anche altre questioni: perché non vengono date le verifiche del monitoraggio della falda, contrariamente alle direttive dell’Autorità di Bacino?
Perché non vengono consegnate le relazioni della Commissione Tecnica previste dall’Accordo di Programma e non si parla di un suo rinnovo prima della sua scadenza (2017)? Perché la ricarica della falda a nord – delegata al Progetto Democrito – non viene finanziato dalla Regione? La Magistratura non dovrebbe intervenire per le violazioni e le omissioni, dato che l’Accordo di Programma è un contratto a tutti gli effetti per i firmatari?
Noi Comitati, oltre a ciò, siamo preoccupati per un’ennesima notizia inquietante data dal Dirigente del Dipartimento Tutela Ambiente della Regione il 20 marzo a Cittadella: l’inquinamento da cromo in sin. Brenta Tezze-Fontaniva ed i conseguenti prelievi dalla falda di Carmignano/Camazzole, che serviranno anche le zone del vicentino-veronese. Come si può pensare che le falde di Camazzole possano servire la maggior parte del Veneto? Non è il caso di investire massicciamente nella bonifica delle aree inquinate, nei Controlli e nella Prevenzione di tutte quelle Patologie gravi che affliggono oggi tanti cittadini?
E ancora non abbiamo finito. Un altro progetto, riguardante la sponda Casoni-S.Croce, prevede nuove escavazioni nell’alveo del Brenta. Di fronte al silenzio dei Comuni, noi Comitati abbiamo deciso di intervenire, e abbiamo ottenuto tre risposte. La prima, deludente, consiste proviene dalla Regione, la quale, in modo pilatesco, ci ha detto che quando verrà presentato il Progetto definitivo sarà possibile presentare le Osservazioni in sede di V.I.A. Il secondo si riferisce a quanto affermato dall’Autorità di Bacino e cioè “ la necessità di osservare e mantenere l’attuale equilibrio plano-altimetrico e morfo-dinamico dell’ambito fluviale ….”,“tutto ciò in funzione della garanzia di un corretto scambio tra fiume e falda evitando che il corso d’acqua accentui il suo carattere drenante (e non disperdente) per possibili erronee modifiche morfologiche”. La terza, infine, riguarda gli altri 7 Progetti d’intervento a compensazione (scavo in alveo) e il loro passaggio in secondo piano.
Visti i precedenti e considerato l’atteggiamento degli amministratori regionali nel corso dei vari incontri pubblici è opportuno non abbassare la guardia e continuare a monitorare attentamente ogni atto pubblico che possa riguardare il Brenta.
Gruppo Ambiente Carmignano e  Comitato giù le mani dal Brenta

domenica 10 settembre 2017

Questo quello che sta succedendo a Carmignano sul Brenta i pozzi sono uno spreco di danaro e di inquinamento

brenta_EscavazioniLa Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) autorizza il prelievo di 500 l/s in aggiunta agli 800 già sfruttati da anni da Etra: solo in futuro, se verrà ricaricata la falda, si potrà arrivare a 1750 l/s.
Già i 4 pozzi Etra ed i 4 nuovi costruiti in sponda del bacino possono prelevare il quantitativo di 1750 l/s, perché quindi si è deciso di sprecare 5 milioni di euro per farne altri 5 a sud sulla parte di terreno occupata dalle acque del Brenta, ossia in alveo?
Dopo i tre Esposti alla Regione, le tra Richieste alla regione, le 8.000 firme della Petizione, la“Marcia dei 2.000” del 7 maggio 2016, noi – i Gruppo Ambiente Carmignano, il Comitato giù le mani dal Brenta ed il Comitato Brentana Guardianasiamo – siamo stati in audizione al Ministero Ambiente a fine settembre e poi presso L’Autorità di Bacino a Venezia nel novembre 2016. La nostra azione ha concorso ad evitare l’escavazione nel fiume per il recupero di materiale per la protezione dei pozzi (4 Etra e altri 5 Nuovi a Sud) e ha portato ad un Decreto Regionale che prescriveva già nel 2004 lo spostamento fuori alveo dei pozzi Etra perché in zona a rischio idraulico – che, però, non ha mai avuto luogo –.
Nonostante in settembre sia stata prodotta una Delibera di A.T.O. del 2011 che dichiarava l’assoluta inidoneità della collocazione in alveo dei cinque nuovi pozzi a sud ed il relativo spreco di 5 milioni di euro, la Regione ha sempre argomentato, spudoratamente, che i pozzi non erano in alveo.
La prima causa del Comune di Carmignano di Brenta è stata chiusa nel dicembre 2016 per cessata materia del contendere. Veneto Acque/Regione, infatti, ha dichiarato di non prelevare il materiale per“protezione pozzi “ dal fiume, ma da fuori. L’azione dei migliaia di cittadini, quindi, ha concorso a far desistere dalla devastazione del fiume.
I Comitati (dei Comuni di Carmignano, Fontaniva e Pozzoleone), poi, hanno aperto una nuova causa hanno denunciato al Ministero dell’Ambiente e all’Autorità di Bacino la mancanza dell’Autorizzazione dell’Autorità di Bacino per la realizzazione del Progetto/Opere, un permesso necessario per Legge. Purtroppo la tattica dei rinvii consentirà di completare i lavori compresi i 5 pozzi a sud. E questo in contrasto con norme della stessa Regione e con spreco di denaro!
A queste circostanze ingiuste e paradossali si aggiungono anche altre questioni: perché non vengono date le verifiche del monitoraggio della falda, contrariamente alle direttive dell’Autorità di Bacino?
Perché non vengono consegnate le relazioni della Commissione Tecnica previste dall’Accordo di Programma e non si parla di un suo rinnovo prima della sua scadenza (2017)? Perché la ricarica della falda a nord – delegata al Progetto Democrito – non viene finanziato dalla Regione? La Magistratura non dovrebbe intervenire per le violazioni e le omissioni, dato che l’Accordo di Programma è un contratto a tutti gli effetti per i firmatari?
Noi Comitati, oltre a ciò, siamo preoccupati per un’ennesima notizia inquietante data dal Dirigente del Dipartimento Tutela Ambiente della Regione il 20 marzo a Cittadella: l’inquinamento da cromo in sin. Brenta Tezze-Fontaniva ed i conseguenti prelievi dalla falda di Carmignano/Camazzole, che serviranno anche le zone del vicentino-veronese. Come si può pensare che le falde di Camazzole possano servire la maggior parte del Veneto? Non è il caso di investire massicciamente nella bonifica delle aree inquinate, nei Controlli e nella Prevenzione di tutte quelle Patologie gravi che affliggono oggi tanti cittadini?
E ancora non abbiamo finito. Un altro progetto, riguardante la sponda Casoni-S.Croce, prevede nuove escavazioni nell’alveo del Brenta. Di fronte al silenzio dei Comuni, noi Comitati abbiamo deciso di intervenire, e abbiamo ottenuto tre risposte. La prima, deludente, consiste proviene dalla Regione, la quale, in modo pilatesco, ci ha detto che quando verrà presentato il Progetto definitivo sarà possibile presentare le Osservazioni in sede di V.I.A. Il secondo si riferisce a quanto affermato dall’Autorità di Bacino e cioè “ la necessità di osservare e mantenere l’attuale equilibrio plano-altimetrico e morfo-dinamico dell’ambito fluviale ….”,“tutto ciò in funzione della garanzia di un corretto scambio tra fiume e falda evitando che il corso d’acqua accentui il suo carattere drenante (e non disperdente) per possibili erronee modifiche morfologiche”. La terza, infine, riguarda gli altri 7 Progetti d’intervento a compensazione (scavo in alveo) e il loro passaggio in secondo piano.
Visti i precedenti e considerato l’atteggiamento degli amministratori regionali nel corso dei vari incontri pubblici è opportuno non abbassare la guardia e continuare a monitorare attentamente ogni atto pubblico che possa riguardare il Brenta.
Gruppo Ambiente Carmignano e  Comitato giù le mani dal Brenta

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lunedì 17 luglio 2017

Vediamo di capire chi ha vinto l'appalto per costruire l'acquedotto del Veneto che ci porterà acqua pulita. Purtroppo la ditta in questione non è tanto pulita


Vediamo di capire chi ha vinto l'appalto per costruire l'acquedotto del Veneto che ci porterà acqua pulita. Purtroppo la ditta in questione non è tanto pulita l'attuale amministratore è il figlio di Sergio Vittadello arrestato circa un anno fa per tangenti.

Condotta Carmignano di Brenta (PD)(che devastazione)

Appalto integrato per la progettazione esecutiva e per la realizzazione delle opere previste dal Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto Centrale, Tratta 34, condotta di adduzione primaria DN 1200 di connessione tra il campo pozzi di Camazzole Comune di Carmignano di Brenta ed il Comune di Piazzola sul Brenta (PD)





carmignanoP2050009Vittadello è titolare della Intercantieri Vittadello Spa, che è oggetto di una verifica fiscale da parte delle fiamme gialle di Padova da oltre un anno. (Ph. da www.tp24.it)





carmignanoP4180024





carmignanoP7160010





carmignanoP7190020





carmignanoPA230005





carmignanoPC050006





carmignanoTubi acciaio golena Brenta





carmignanopozzetto A2





carmignanopozzetto C1





carmignanopressotrivella via Dante








Domande fatte da Luca Cecchi Acqua Bene Comune Verona e Coordinamento Acqua Libera dai Pfas al Question Time

 di ieDomande fatte da Luca Cecchi Acqua Bene Comune Verona e Coordinamento Acqua Libera dai Pfas   Question-time Brendola
1.Domanda per VIVERACQUE
Il progetto per la sostituzione dei pozzi di Almisano ,stando a quello che è riportato nel "Piano per la riduzione dell'esposizione della popolazione alle sostanze PFAS "Acque Veronesi,Allegato "E",è di circa 98 mil di €,a cui vanno aggiunti circa 40 mil di € per i lavori che dovranno essere sostenuti da "Acque del Chiampo" e da "Centro Veneto Servizi".
Il totale stimato è circa 138 mil di€ (considerando che 36.300.000 servono per la connessione della falda di Bussolengo con quella di Vr-Est.
Nell'ultima newsletter del consiglio di bacino veronese si legge che gli importi per tali lavori si aggirano sui 230 mil di € e si parla chiaramente del vecchio progetto MOSAV (Modello strutturale degli acquedotti del veneto). Un progetto faraonico dai costi enormi .Non è che si vuole approfittare della situazione per RIESUMARE QUEL PROGETTO BOCCIATO QUALCHE ANNO FA DAGLI STESSI GESTORI DEL SII.
Un progetto affidato a Veneto Acque SPA, società interamente della Regione Veneto ma ,secondo le nostre informazioni,indebitata all'inverosimile.
A cosa è dovuto un simile aumento?
2 Domanda per BARBARA DEGANI
.La situazione delle acque nella nostra Regione è a dir poco gravissima.
L'inquinamento delle falde acquifere sta aumentando di anno in anno e la situazione non sembra affatto, come evidenziato dagli organi preposti, "SOTTO CONTROLLO".
Non sono solo le fabbriche chimiche pericolose come la MITENI,o l'uso dei pesticidi in agricoltura (industriale) ad inquinare ma sono anche LA MANCANZA DI:
a) CAPACITÀ DI CONTROLLO DELLE ULS
b) UN PROGRAMMA POLITICO NAZIONALE, REGIONALE E LOCALE e un vero PROTOCOLLO PER LA PREVENZIONE E LA TUTELA DELLE FALDE ACQUIFERE .
LA MERCIFICAZIONE DEI BENI COMUNI COME L'ACQUA HA FATTO SÌ CHE L'INTOCCABILITÀ DELL'ECONOMIA LOCALE E DEI GESTORI DEL SERVIZIO IDRICO PREVALGA SULLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL'AMBIENTE (che ne subiscono le conseguenze)
Quante fonti potremo ancora cambiare? L'acqua buona per uso potabile non è INFINITA,ANZI,stiamo andando verso una sempre più grande RAREFAZIONE delle fonti con acqua buona.
NON È QUESTA L'OCCASIONE PER PRENDERE FINALMENTE UNA DECISIONE DI METTERE L'ACQUA AL PRIMO PUNTO DELL'AGENDA POLITICA ITALIANA?
Che significa attuare una serie di azioni per RIPRISTINARE IL BUON STATO ECOLOGICO DOVE CI SONO GLI ACQUIFERI CON PIANI DI RIMBOSCHIMENTO,SUPPORTO ALLE COLTIVAZIONI E ALLEVAMENTI BIOLOGICI come hanno fatto e stanno facendo città come Monaco di Baviera e New YorK.
i NOSTRI FIGLI CE LO CHIEDONO!!!!!!!!!!
3. Domanda a TUTTI
Chiediamo che al nostro Coordinamento venga dato un riconoscimento giuridico come portatore di interessi dei cittadini e che vengano messi dei nostri rappresentanti nelle commissioni che si occuperanno di governare le fasi dello screening sanitario e l'esecuzione delle opere necessarie agli acquedotti per garantire la massima trasparenza dei dati e dell'utilizzo dei fondi che verranno stanziati da Regione e Governo

M
Relazione fatta da Dario Muraro Genitori attivi contro i pfas di Brendola e per il Coordinamento Acqua Libera dai Pfas e presentata ieri sera al Question Time dopo le relazioni degli ospiti: Perché questo falso mito di progresso deve necessariamente prevalere sull’ordine naturale delle cose?
Qualcuno con grave irresponsabilità e spietata determinazione ha compiuto forse il più grave crimine che l’uomo possa immaginare: ha deliberatamente avvelenato una risorsa idrica che rappresenta la vita per oltre 350000 persone. Nella storia dell’umanità, inquinare l’acqua è sempre stato considerato il crimine più vile, punito con le pene più gravi.
Ma oggi sono i nostri figli ad aver subito una condanna in contumacia, nel pieno della loro innocenza, mentre si sviluppavano nel grembo materno, mentre andavano a scuola, mentre si alimentavano, qualcuno li ha condannati a vivere con queste sostanze chimiche nel loro corpo per molti anni e nel periodo più delicato della loro esistenza.
Adesso mi rivolgo a voi pregiatissimi relatori! Guardateli questi cittadini, qui riuniti per cercare di capire, di conoscere. L’unico modo per quietare l’istinto atavico di protezione della prole, primo valore nella scala dell’esistenza, che sta producendo nelle popolazioni interessate un atteggiamento carico rabbia difensiva.
Essi vogliono che le amministrazioni da loro delegate agiscano subito, che non perdano tempo a discutere su opere faraoniche, di equilibri politici , che compiano azioni velocissime e straordinarie per ridarci la serenità di vivere, riducendo il più possibile la contaminazione in atto, e quando dico questo penso a ridurre a zero la presenza di queste sostanze nell’acqua , perché solo così , sia pur lentamente espelleremo i Pfas dal nostro organismo.
Governo centrale, Regione, Amministrazioni locali, agite.
Invochiamo inoltre il principio di precauzione affinché tutte le azioni e produzioni che possano pregiudicare la nostra salute vengano proibite una volta per tutte.
La via del progresso non può passare su una strada lastricata di malattie.
Ecco le domande
Considerato che questo grave episodio di contaminazione è passato sotto gli occhi di tutti per oltre 40 anni non sarebbe opportuno riformare i sistemi di controllo?
Siete consapevoli che in una geografia totalmente antropizzata siamo costretti a convivere con comparti industriali altamente pericolosi e che per trovare la soluzione ai problemi che creano, invece di alzare le barricate siamo stati costretti ad abbassarle? Ci riferiamo ai limiti di scarico nelle acque superficiali l’abbassamento del quale è stato prorogato al 2020, mentre per le acque sotterranee i limiti sono ben più alti : fino a 7000 ng/l. fino ai limiti di performance nelle acque potabili?
Ora vorremmo non risposte ma impegni
A quando le fonti pulite?
A quando la bonifica della fonte di inquinamento?
Onorevole Bratti quali sono i poteri e i limiti nell'intervento della commissione che presiede,
Sottosegretaria Degani ci può dire qual è l'esatto iter per l'erogazione dei fondi per l'allacciamento alle fonti pulite? Sono necessari i progetti esecutivi?
Dott. Trolese se oggi ottenesse il via per avviare l’iter per l’ottenimento di fonti pulite, tra approvazione progetto e realizzazione delle opere, quanto tempo passerebbe? Se al governo fosse richiesto lo stato di emergenza ambientale sarebbe possibile ottenere una velocizzazione dell’iter?

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Protocollo di screening della popolazione veneta esposta a sostanze perfluoroalchiliche

Protocollo di screening della popolazione veneta esposta a sostanze perfluoroalchiliche" e del "Trattamento di Soggetti Con Alte Concentrazioni di PFAS".
Approvazione II livello del "Protocollo di screening della popolazione veneta esposta a sostanze…
bur.regione.veneto.it

Pfas: autorizzazione regionale impianto di cogenerazione Miteni e ultimo rapporto Arpav su contaminazione acque da Pfas

Pfas: autorizzazione regionale impianto di cogenerazione Miteni e ultimo rapporto Arpav su contaminazione acque da Pfas:http://bur.regione.veneto.it/BurvServi…/…/DettaglioDgr.aspx…
http://www.arpa.veneto.it/…/p…/acquesotterranee_pfas2016.pdf
Autorizzazione all'installazione e all'esercizio di un impianto di cogenerazione della potenza di 2 MWe…
bur.regione.veneto.it