domenica 5 novembre 2017

I fornitori di Miteni al centro della discussione in Ecomafie

sabato 4 novembre 2017

I fornitori di Miteni al centro della discussione in Ecomafie


Ieri sui media veneti facevano capolino le dichiarazioni di Manuel Brusco, l'esponente del M5S, a capo della commissione speciale Pfas istituita presso il consiglio regionale del Veneto. «Abbiamo incontrato i lavoratori, che sono toccati in modo diretto da questa situazione» aveva dichiarato Brusco alla stampa due giorni orsono. Tuttavia sono di ben altro tenore gli spunti che emergono da un'altra commissione. Ovvero quella bicamerale dedicata al ciclo dei rifiuti, più nota come Commissione ecomafie.
La seduta è quella del 15 settembre 2017 i cui verbali sono stati messi in chiaro sul sito web di Montecitorio pochi giorni fa. Più nel dettaglio sono stati messi in chiaro i verbali con le audizioni dei manager di Miteni spa, la fabbrica di Trissino nel Vicentino, finita al centro di un maxi caso di contaminazione da derivati del fluoro, i Pfas appunto, che ha interessato tutto il Veneto centrale. Sulla vicenda peraltro sta indagando la magistratura berica supportata dai Carabinieri del nucleo ambientale regionale, il Noe.
Ma perché l'audizione dei manager Miteni è così importante? Anzitutto va precisato che durante la sessione sono stati ascoltati l'amministratore delegato Antonio Nardone e il dirigente responsabile della sicurezza Davide Drusian: entrambi sono sotto indagine da parte della procura della città palladiana.
A pagina 16 dello stenografico c'è un passaggio significativo in cui il vice-presidente della Ecomafie, il deputato del M5S Stefano Vignaroli (che in quel momento assume l'incarico di presidente pro-tempore), chiede conto della filiera degli scarti di lavorazione della Miteni, nonché del ciclo delle acque di lavorazione, un aspetto che era stato sondato poco nel passato. A rispondere è proprio il dottor Drusian: «Vengo al ciclo delle acque. Il ciclo delle acque reflue è così gestito all’interno dello stabilimento: tutte le acque dello stabilimento, acque di processo e acque di dilavamento, vanno in un impianto di trattamento chimico-fisico». Poi la descrizione assume una valenza più tecnica: «... L’impianto di trattamento chimico-fisico è un impianto che neutralizza l’acqua, perché ha una caratteristica di acidità. Una volta che l’acqua è stata caratterizzata, si formano dei fanghi e l’acqua successivamente viene inviata a dei filtri a sabbia e poi a dei filtri a carbone e di qui viene immessa nella conduttura fognaria». Di seguito c'è un passaggio che riguarda i Pfas nello specifico: «... Le acque che, invece, provengono dall’impianto per fluorurati, ossia le acque che possono contenere tracce di composti perfluoro-alchilici, prima di essere trattate nell’impianto di trattamento interno, così come ve l’ho appena descritto, vengono filtrate su delle resine cosiddette copolimeri. Si tratta di resine specifiche per la rimozione dei composti perfluoro-alchilici delle acque. I copolimeri, una volta che si sono saturati, una volta che sono esauriti, li mandiamo a smaltimento, purtroppo non in Italia, perché non ci sono impianti. Ci appoggiamo alla piattaforma italiana che dopo va a smaltimento in Europa».
Ed è dopo questo passaggio che va in scena un vero e proprio scontro dialettico tra Drusiàn e il deputato del M5S. Quest'ultimo infatti chiede di sapere quali siano «le piattaforme» ovvero le società incaricate del trasporto dall'Italia verso l'estero degli scarti di lavorazione». Drusian cerca di procrastinare la risposta tanto che Vignaroli mettendo in un certo qual imbarazzo il manager di Miteni, questi sono i rumors giunti dalla commissione,  è costretto a prendere nuovamente la parola.
Dopo qualche istante Drusian è de facto obbligato a capitolare e a rivelare i nomi:  «Sadi era il vecchio nome di una che sta a Orbassano, in provincia di Torino: adesso si chiama Ambienthesis. Andiamo, quindi, all’Ambienthesis, che poi generalmente va a termocombustione, o può andare all’impianto di Tredi, che si trova in Francia, a Lione, oppure, ma più raramente, anche in Germania... Nel caso specifico dei copolimeri, ossia delle resine esauste, essi fanno generalmente questa strada. Vanno in Ambienthesis... Per i carboni attivi abbiamo due possibilità. Una è con il fornitore che ci fornisce anche il carbone vergine, un impianto a Ravenna che si chiama Cabot Norit, oppure li possiamo mandare presso un altro impianto che va direttamente a termo-distruzione. Anche questa è una piattaforma che si trova a Milano. Fa parte del gruppo Suez. Era la vecchia Ecoltecnica, se non ricordo male. Può andare o in Francia, o in Germania, in base alle notifiche aperte per andare all’estero. I rifiuti che produciamo, soprattutto i rifiuti chimici, vanno tutti all’estero a termodistruzione. Ci appoggiamo alle piattaforme perché hanno le notifiche per andare all’estero già aperte.
Ma chi sono i gruppi menzionati da Drusian? Il gruppo Sadi, in seguito divenuto Ambienthesis, fu al centro di uno dei più clamorosi scandali ambientali della Lombardia. É l'affaire Santa Giulia di cui parla diffusamente Bergamonews nel 2009, l'Espresso nel 2010 e ancora nel 2010 Il Fatto quotidiano. Si tratta di una partita, al centro di un ginepraio giudiziario infinito in ambito panale, civile ed amministrativo, la quale partita è ancora a tutt'oggi in corso. Basti pensare alla querelle attorno all'utilizzo dei terreni di riporto, considerati rifiuto da un provvedimento del tar lombardo dell'anno passato. Senza contare il fatto l'affaire Santa Giulia, almeno secondo gli inquirenti, si è rivelato un intricato ordito di illeciti non solo ambientali ma anche fiscali, il tutto condito con indagini che hanno colpito un centinaio di persone tra cui alcuni nomi eccellenti. Anche Paolo Barbacetto, noto giornalista d'inchiesta de Il Fatto, in più occasioni ha approfondito l'argomento.
Il nome Ecoltecnica finisce invece in due distinti servizi, sempre dedicati alla materia ambientale; il primo è del Corsera ed è datato 20 luglio 2009. Il secondo invece è firmato da Davide Milosa de Il Fatto e porta la data del primo di aprile 2014. In quest'ultimo articolo compare un'altra vecchia conoscenza delle cronache regionali venete e Lombarde, la Daneco, al centro, tra le altre, dell'affaire Pescantina Ca' Filissine. Rimane da capire adesso se la collaborazione di Miteni con i gruppi menzionati da Drusian sarà considerata o meno imbarazzante dagli attivisti che da mesi imputano alla Miteni un approccio non sufficientemente rigoroso rispetto alla vicenda che la vede protagonista. Una vicenda che ha avuto anche un risvolto internazionale. Basti pensare alla trasferta italiana di Robert Bilott (in foto il secondo da destra), l'avvocato americano che ha patrocinato un gruppo di famiglie contaminate da Pfas, nella vicenda cugina del caso Miteni, che ha toccato gli Usa diversi anni orsono

Marco Milioni

Audizione in Commissione ecomafie del Dottor Nardone e del Dottor Drusian

Rubrica pillole di Pfas: è con un certo stupore che abbiamo letto il dichiarazioni del Dottor Nardone e del Dottor Drusian, ossia i massimi vertici della Miteni, ai parlamentari, membri della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, in missione a Vicenza. Lo stupore nasce dal fatto, che in tutta la seduta, i vertici della Miteni, non facciano nessun riferimento al fatto che l'inquinamento da pefluoro alchilici non è responsabilità della Miteni, ma di altri settori in loco che usano tali prodotti. Che dire: quando le carte parlano e le maneggiano con perizia rappresentanti dello Stato, le menzogne che si propinano alla stampa tramite comunicati stampa stanno a zero. Vero dottor Nardone; dottor Drusian, Dottor Tedesco?. invece non ci stupisce per nulla apprendere dal Dottor Drusian, che vi è un inquinamento all'interno dello stabilimento che non hanno ancora rimosso. Questa è la contaminazione da rimuovere. E che secondo gli studi Erm prodotti per la vecchia proprietà, si possono fare, solo con lo smantellamento e la bonifica dell'intero sito. il resto sono chiacchere per tirare a campare. Ps: meriterebbe un approfondimento da parte della commissione, presieduta dall'On Bratti, anche la storia di dove vanno smaltiti i rifiuti prodotti dal ciclo produttivo della Miteni. le piattaforme italiane, di cui si avvale la Miteni per lo smaltimento all'estero, citate nella audizione sono già incappate in alcune inchieste giudiziarie e anche negli atti della commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Buona lettura:
parlamento17.camera.it

sabato 28 ottobre 2017

CRV - Pfas - "Prorogati i lavori della Commissione d'inchiesta" la Miteni SPA in audizione a palazzo Ferro Fini

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Pfas - "Prorogati i lavori della Commissione d'inchiesta"

la Miteni SPA in audizione a palazzo Ferro Fini

CONSIGLIO REGIONALE VENETO
(Arv) Venezia 24 ott. 2017 -      Nel corso della seduta odierna, la Commissione conoscitiva sui Pfas istituita in seno al Consiglio regionale del Veneto ha ascoltato in audizione i rappresentanti della società Miteni S.p.A., azienda chimica di Trissino, in provincia di Vicenza, ed in particolare il Presidente del Consiglio di Amministrazione. “Oggi, nel corso dell’ottava seduta della Commissione d’inchiesta sui Pfas - ha dichiarato al termine dei lavori il Presidente Manuel Brusco che, con il Vicepresidente Alberto Villanova ed il Segretario Alessandro Montagnoli, forma l’Ufficio di presidenza dell’organismo consiliare - abbiamo udito i rappresentanti della Miteni, l’azienda indicata da Arpav come la principale fonte di contaminazione da Pfas. È stata una presenza importante, così come importante è stata anche la collaborazione manifestata, con particolare riferimento al loro costante impegno nel continuare nella ricerca dei rifiuti mirata a risolvere il problema della contaminazione delle falde”. La Presidenza dell’organismo consiliare, inoltre, ha dato l’annuncio che la Commissione d’inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche ha votato all’unanimità il rinnovo della durata della Commissione stessa, insediatasi a fine agosto, per ulteriori sessanta giorni. “Gli auditi, finora sono stati tanti, ed altrettanti i soggetti che andremo ad audire nelle prossime settimane, a partire dalle strutture regionali del settore primario, l’agricoltura; proseguiremo con i ministeri dei settori ambiente e sanità, ed in particolare l’Istituto Superiore Sanità, e poi le associazioni di categoria e le associazioni del territorio”. Oltre che tre dai componenti dell’Ufficio di presidenza, ossia Brusco (Movimento 5 Stelle), Villanova (Zaia Presidente) e Montagnoli (Lega Nord), la Commissione è formata anche dai sei Consiglieri regionali Massimiliano Barison Forza Italia), Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-AN-MCR), Maurizio Conte (Veneto per l’Autonomia), Antonio Guadagnini (Siamo Veneto), Cristina Guarda (Alessandra Moretti Presidente) e Andrea Zanoni (Partito Democratico).

venerdì 27 ottobre 2017

PFAS, Robert Billot in Veneto su invito del Comitato di Montecchio Maggiore - Settembre, 2017

PFAS, Robert Billot in Veneto su invito del Comitato di Montecchio Maggiore - Settembre, 20     https://www.youtube.com/watch?v=btFDoo0zaNM

Pfas due convegni importanti il 27 ottobre , uno con i chimici a Legnano e uno medico a Lonigo


I carabinieri del Noe all'Ecomafie: il carotaggio è insufficente Arena di Verona 27 Ottobre 2017:

Arena di Verona 27 Ottobre 2017: Secondo i carabinieri del Noe il carotaggio alla Miteni è insufficente e va intensificato. In alcuni posti all'interno dello stabile è impossibile farli e inoltre chi ha acquistato la Miteni sapeva di questo inquinamento ci sono le prove. Riguardo la produzione del Pfoa anche noi del coordinamento che fin dall'inizio abbiamo seguito la vicenda sappiamo che è terminata nel 2013 mentre il Pfos nel 2011. Nell'articoletto di fiaco , Zaia sfida il governo a scrivere quali sono le carte che mancano dei progetti per avere gli 80 milioni e poi si informa della consegna firme da parte dei comitati n regione

giovedì 26 ottobre 2017

Comunicato stampa coordinamento “Acqua libera dai Pfas” Sulla manifestazione “Acqua libera dai Pfas” dell’8 Ottobre

Comunicato stampa coordinamento “Acqua libera dai Pfas”
Sulla manifestazione “Acqua libera dai Pfas” dell’8 Ottobre
Il “Coordinamento Acqua Libera dai Pfas” sarà alla manifestazione di Lonigo confermando l’assoluta vicinanza a tutti i cittadini colpiti dall’emergenza Pfas, ma non può esimersi dal ricordare il ritardo che tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali hanno avuto e continuano ad avere nell’affrontare questo DISASTRO AMBIENTALE.
Rimangono tuttora inevasi i punti che come coordinamento riteniamo essenziali :
1. l’allacciamento a fonti pulite degli acquedotti
2. le richieste di avere un quadro completo sulle possibili contaminazioni delle matrici alimentari
3. nessuna indicazione sull’uso delle acque irrigue contaminate in agricoltura
4. l’accertamento sulle eventuali responsabilità degli enti preposti alla prevenzione e al controllo
5. Il mancato blocco delle emissioni inquinanti
6. nessun progetto sulla bonifica dei siti inquinati.

Ricordiamo le nostre richieste :
1.Acqua esente da PFAS e non con meno PFAS
2.L’estensione dello screening sanitario a tutte le fasce di età e a tutta la popolazione coinvolta
3.La bonifica del bacino del Fratta-Gorzone con l’immediato blocco degli scarichi inquinanti che ancora oggi arrivano dal collettore ARICA
4. L’attuazione del principio “ CHI INQUINA PAGA” perché finalmente siano gli inquinatori a pagare e non i cittadini inquinati.
Riteniamo che se la Regione Veneto vuole essere veramente all’avanguardia nella lotta agli inquinanti emergenti debba produrre una legge nella quale si affronti non solo la situazione emergenziale bensì il futuro, partendo dal PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E DI TUTELA DEL TERRITORIO.
Inoltre, in considerazione dei drammatici valori riscontrati nel sangue degli adolescenti, chiediamo ZERO PFAS NELL’ACQUA, ZERO PFAS NELL’ARIA, ZERO PFAS NEGLI ALIMENTI E ZERO PFAS NEI PRODOTTI DI LARGO CONSUMO.
Obbiettivi perseguiti dal “Coordinamento Acqua Libera dai Pfas“ sin dalla scoperta dell’inquinamento nel 2013.
COORDINAMENTO ACQUA LIBERA DAI PFAS (aggiornato il 5/10/17):
Legambiente Veneto, Legambiente Vicenza, Legambiente Verona, Circolo Legambiente Perla Blu di Cologna Veneta, Circolo Legambiente di Creazzo, ViVerBio Gas Lonigo, Gruppo Gas Prova di San Bonifacio, Gas Creazzo, Gas Sommacampagna, Comitato Vicentino No Ecomafie, Coordinamento Acqua Bene Comune Vicenza, Acqua Bene Comune Verona , Associazione No alla Centrale Ovest vicentino, Dario Muraro, Francesco Muraro e Rigolon Giuliano di Brendola, Gruppo di consumo critico della Val D'Illasi, Monastero del bene comune di Verona, Acli Montagnana, Graziano Rossi e Diego Lovato di Bagnolo di Lonigo, Paola Cocco di Alonte, Dott. Elisa Dalla Benetta medico di base di Zimella